The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008

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Ossia (traduzione mia): «I criteri esterni usati per calibrare le misure e tradurle in punteggi di appartenenza agli insiemi possono riflettere standard basati su conoscenza sociale (ad esempio, il fatto che dodici anni di educazione costituiscono una importante soglia educazionale), conoscenza scientifica socialmente collettiva (ad es. sulle variazioni nello sviluppo economico e cosa serva ad essere considerato pienamente nell'insieme dei paesi "sviluppati") o la conoscenza accumulata dal ricercatore stesso, derivata dallo studio in profondità dei casi. Questi criteri esterni devono essere affermati esplicitamente, e devono essere anche applicati sistematicamente e con trasparenza. Questi requisiti separano l'utilizzo degli insiemi fuzzy dai lavori qualitativi convenzionali, nei quali gli standard rimangono spesso impliciti». Nei lavori metodologici sulle applicazioni alle scienze sociali della teoria degli insiemi fuzzy approfondimenti e chiarificazioni delle tecniche di costruzione delle funzioni di appartenenza appaiono traslare ad un momento differente della ricerca i margini di decisione soggettiva del ricercatori, quelli che maggiormente si prestano a critiche da parte dei detrattori di questo tipo di insiemistica, lasciando in parte irrisolta la questione che potrebbe essere sintetizzata nella domanda "perché così, e non altrimenti?" Perché quel punto di ancoramento, e non un altro limitrofo? In parte (per punti tra loro vicini) la domanda è evitabile, data la nota tolleranza della teoria degli insiemi fuzzy per piccole imprecisioni; in fin dei conti, una logica nata per la formalizzazione della vaghezza ha una intrinseca propensione a sopportare margini di errore derivanti da conoscenze parziali. Ma i paradossi del sorite mostrano come sia logicamente possibile passare mediante piccole variazioni quantitative a salti qualitativi rilevanti. La problematica di come procedere nella costruzione delle funzioni di appartenenza è più approfondita in Smithson e Verkuilen, Fuzzy Set Theory - Applications in the Social Sciences (2006, pp. 19:26). Smithson e Verkuilen iniziano la trattazione dell'argomento con la critica all'utilizzo di panel di giudici per l'attribuzione di valori di appartenenza a casi campione, dai quali interpolare la curva di appartenenza nel suo complesso. Anche nel caso di coerenza interna nei giudizi di un singolo, la variabilità dei giudizi tra diversi soggetti rende difficile la calibrazione dello strumento così costruito. I due autori, riconoscendo l'importanza delle fondamenta interpretative nella costruzione delle funzioni di appartenenza,


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