The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008 141

1. Uso, abuso e dipendenza

Il termine “droga” è un termine generico con il quale si indicano numerosissime sostanze, utilizzate nelle industrie delle essenze, in profumeria, in farmacia e nell’alimentazione. Si considerano invece stupefacenti alcune sostanze di origine naturale (vegetale o sintetica) che, grazie alla loro peculiare azione sulla psiche o sull’organismo, alterano profondamente la personalità del soggetto che li assume. 140 Tra le sostanze stupefacenti illegali, considerate dannose per la salute e foriere di comportamentali antisociali, la droga più leggera e più largamente diffusa, soprattutto in ambito giovanile, è la cannabis. Questo termine si riferisce a tre diverse tipologie di sostanze: la marijuana, l’hashish, e l’olio di hashish. L’uso prolungato di queste sostanze comporta una riduzione delle motivazioni e la perdita della capacità nell’ottenere gratificazione dal vissuto quotidiano. Il soggetto che assume tali sostanze avrà difficoltà nella concentrazione, perdita di memoria e confusione mentale e pertanto lo studio, attività primaria dei soggetti che si trovano nella fascia di età nella quale il consumo delle droghe leggere è più forte, ovvero l’adolescenza, ne potrà risentire negativamente. Il consumo di cannabis può, altresì, facilitare lo sviluppo di relazioni sociali intense all’interno del gruppo dei pari, favorendo quel sentimento di appartenenza, ricercato da tutti quegli individui in formazione umana che ancora non hanno maturato una propria identità dell’io definita e che sentono il bisogno di riconoscersi nelle agenzie di socializzazione secondarie: il gruppo dei pari, appunto. La cannabis non produce una dipendenza vera e propria ma in ogni caso il soggetto ha difficoltà ad abbandonarla in modo definitivo. Decisamente più nocive e invasive delle droghe “leggere” sono le droghe generalmente ritenute “pesanti”: gli oppiacei, gli stimolanti e gli allucinogeni. Degli oppiacei fanno parte l’oppio, che si presenta allo stato polveroso o solido, la morfina, il principale derivato dell’oppio, e l’eroina, un derivato della morfina molto più forte e pericoloso della sostanza dalla quale ha origine. Gli oppiacei hanno uno specifico utilizzo in campo medico-sanitario da diverso tempo, sono impiegati per lenire il dolore di quei malati terminali per i quali i normali analgesici non hanno più al140

M. Teesson - L. Degenhardt - W. Hall, trad. it. Le tossicodipendenze, Bologna, il Mulino, 2006.


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