The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008 144

effimero. Ma intanto, per circa sei ore, sotto l’effetto delle pasticche, il giovane si sente forte, brillante e seducente, e percepisce grande “affinità sensoriale” con tutti, esagerando l’interpretazione delle emozioni di amicizia, di amore, di ostilità; il giovane consumatore si sente in sintonia con i ragazzi e le ragazze che lo circondano e i freni inibitori solitamente caratteristici dei primi approcci tra estranei svaniscono. È facile sentirsi amico e in certi casi amante.142 La fase successiva a quella appena descritta, quando l’effetto dello stupefacente inizia a svanire, è caratterizzata, al contrario, da astenia, depressione e apatia, sensazioni queste che spesso vengono considerate altresì un’ulteriore forma di piacere. La velocità di diffusione e la facilità con la quale ci si avvicina a queste droghe dipendono anche dalla loro fama di essere droghe “sicure”. Il fatto di consumarle in un «contesto ricreativo e festivo, dove centinaia di giovani trascorrono parecchie ore ammassati insieme, spesso di notte, genera una condizione di virtuale impunibilità. In realtà l’ecstasy, come tutte le anfetamine, risulta collocata nella tabella delle droghe pesanti, il cui smercio dovrebbe essere severamente punito.»143 Tali droghe vengono considerate sicure anche per il loro aspetto che evoca sensazioni piacevoli; hanno nomi invitanti quali Adam, Ice, Speed, Eve, sono solitamente pasticche di colore rosa, celeste, giallo, hanno colori comunque sempre molto brillanti, che, associati a disegni, hanno lo scopo di rendere la sostanza stupefacente più invitante e di suscitare meno refrattarietà nel consumatore, soprattutto quello occasionale. Altro vantaggio che queste pasticche presentano è da ricercarsi nella pulizia e nell’igiene nella quale vengono assunte: non servono aghi, cucchiaini piegati, siringhe, non la capacità di “rollare una canna”, né quella di “mettere giù una riga”, non necessitano, quindi, di nessuna preparazione antecedente al loro utilizzo. Si assumono per bocca e in qualsiasi momento. È un consumo facile, apparentemente innocuo e, aspetto importante, non contagioso. Si butta giù e si aspetta l’effetto: tutto qui! L’abitudine di ingerire pillole, infatti, è una pratica a cui noi siamo stati abituati fin da piccoli, e assumere droghe che si presentano

142 F. Bragozzi, Generazione in ecstasy: droga miti e musica della generazione techno, Torino, Edizione Gruppo Abele, 19983. 143 S. Piccone Stella, Droghe e tossicodipendenze, Bologna, il Mulino, 20022, p. 42.


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