The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

Page 181

Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008 181

sempre più liberi, privi cioè di quei vincoli che tuttavia offrivano in passato meccanismi di garanzia e protezione. Il sentimento collettivo di insicurezza riesce difficilmente a coniugarsi con il riconoscimento del complesso di mutamenti che hanno investito le nostre società negli ultimi decenni. La consapevolezza dei quadri strutturali dell’incertezza resta sfuocata e l’insicurezza, non riuscendo ad individuare le cause che l’hanno prodotta e continuamente la riproducono, tende a cercare risposte rivolgendosi a istituzioni con funzioni rassicuranti d’ordine, esaltando le virtù di ristretti gruppi in cui possono ancoroggi essere soddisfatte le esigenze di “riconosci-mento” e di protezione, oppure tende a scaricarsi su figure ed eventi collettivi che assumono la funzione vicaria di “espiazione” (come avviene, per esempio, nei confronti della popolazione immigrata). Il bisogno di certezza non ricondotto alla sua matrice strutturale – cioè al venir meno di quei fattori economici, istituzionali, relazionali capaci di generare “fiducia attiva” - trasforma la sicurezza in problema di “ordine”, cerca rifugio e identità in “comunità illusorie” e procede ad un’impropria imputazione di responsabilità verso particolari categorie di soggetti individuati sulla base di ben noti processi di discriminazione fondati sul “pregiudizio». 153 Se a questa fotografia della “società dell’incertezza” aggiungiamo gli effetti che l’undici settembre ha provocato nell’immaginario collettivo, se ne ricava il quadro d’insieme delineato dall’ex ministro Padoa Schioppa: «L’irruzione della tragedia storica nella vita individuale è esperienza che quasi ogni essere umano compie almeno una volta nell’arco dell’esistenza, restandone segnato per sempre. È per lo più, esperienza della guerra. La grandissima maggioranza delle persone oggi viventi ha meno di trent’anni e, attraverso la televisione, ha molte volte visto una guerra da vicino. In passato, di essa si sentiva parlare, ma il suo orrore lo vedevano quasi solo i soldati al fronte, spesso neppure gli alti comandanti militari. E tuttavia, sebbene la guerra in diretta sia da anni parte di un quotidiano telegiornale, le immagini del-l’attacco alle torri (pur assai false perché nessuno ha visto ciò che accadeva dentro le torri, dentro gli aerei bomba) conserveranno, per chi vive nei paesi del benessere e della democrazia, una drammaticità senza uguale, perché pochi avevano ritenuto concretamente possibile la

153

R. Ciucci, Rischio, Vulnerabilità e Sicurezza, in Cazzola F. - Coluccia A - Ruggeri F. (eds.), La Sicurezza come Sfida Sociale, Milano, Edizioni Franco Angeli, 2004, pp. 19-20.


Millions discover their favorite reads on issuu every month.

Give your content the digital home it deserves. Get it to any device in seconds.