The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008 186

religione buddista e indù, potremmo anche indicare le LTTE159. La materia è molto complessa, sotto tutti i punti di vista, sociologico, teologico, culturale, politico, giuridico ed investigativo. La definizione “nuovo terrorismo” racchiude, dunque, un concetto controverso. È infatti una rappresentazione mentale influenzata da vari fattori, politici, culturali, storici, religiosi e anche ideologici. Ma prima di tutto occorre chiarire cos’è “il terrorismo”. La definizione più efficace che ho trovato nel corso della mia esperienza professionale è quella che indica il terrorismo come una strategia che si sostanzia nel compimento di atti violenti - dettati da ragioni politiche tese al rovesciamento di ordinamenti e/o regimi, eliminazione e/o attenuazione di condizioni avvertite come sofferenze di una nazione e/o di gruppi in essa compresi - diretti contro degli obiettivi di valore simbolico al fine di incutere timore ad un “pubblico” riconducibile a un più ampio contesto sociale ed istituzionale. La “qualità” che lo differenzia dalla mera violenza politica è che gli autori degli atti violenti operano in regime di clandestinità e/o muovendosi nell’ambito territoriale delle società in cui agiscono in condizioni di mimetismo e/o copertura. Dopo aver definito il concetto di terrorismo, chiediamoci: perché “nuovo”? Se pensiamo al movimento degli Zeloti la convinzione che il terrorismo di matrice religiosa sia “nuovo” diviene, di certo, storicamente molto discutibile. L’etichetta – ad uso mass-mediatico - deriva dal fatto che, con la fine della Guerra Fredda, i vari “terrorismi interni”, salvo qualche rigurgito, hanno subito un deciso rallentamento cedendo a quello di conio religioso le luci della ribalta.160 La peculiarità del “nuovo terrorismo” è l’eccezionale capacità di trasformazione, dovuta al fatto che lo stesso consta nella interazione di fattori politici e religiosi che, pur manifestandosi in modelli differenti, hanno quale denominatore il fatto che la politica, o la religione, servono per legittimare atti di violenza. Infatti, a volte, si osserva l’adattamento di teorie e metodi politici a problemi religiosi; altre volte, invece, il contrario: teorie e metodi religiosi – mediante

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“Tigri per la liberazione della nazione Tamil”, ala militarista che combatte con atrocità per rivendicare l’autonomia e la creazione di uno stato indipendente nel nord est dello Sri Lanka. Tra le fila delle tigri, sono presenti numerosi bambini e adolescenti, arruolati, spesso forzatamente, e addestrati ad uccidere e a farsi uccidere. 160 Negli anni della “Guerra Fredda” il clima politico alimentava gruppi terroristici di sinistra in organizzazioni ideologizzate di stampo marxista-leninista e rivoluzionarie, oppure gruppi etno-nazionalisti separatisti tipici dei movimenti di liberazione post-coloniali dei tardi anni 1960 e primi 1970.


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