The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008 187

l’utilizzo della retorica religiosa - vengono adattati a questioni di natura politica, determinando, sul piano pratico, il fatto che alcune organizzazioni possono elevare il carattere religioso diminuendo, conseguentemente, quello politico o vice-versa. Questo difficile passaggio concettuale è cruciale per poter individuare il confine secolarismoreligiosità – spesso molto mobile – e quindi la definizione degli scopi del sodalizio e la sua dimensione, intuendone le tendenze al cambiamento (riallineamenti di finalità, modifiche di strategia, di assetti interni di potere, di alleanze, di aree di influenza etc.) che, conseguentemente, ne determinano la potenzialità. Come è ragionevole immaginare, al parti di altri fenomeni sociali, il terrorismo religioso varia, in realtà, in funzione del territorio in cui opera ma sul piano strategico complessivo è la prevalenza della componente religiosa e/o di quella secolare che ha valenza decisiva. È evidente che l’aumento del processo di secolarizzazione indebolisce sia l’elemento motivazionale degli affiliati che la capacità di attrazione nei confronti della popolazione, depotenziandone notevolmente l’organizzazione criminale.

5. Come e perché si diventa un terrorista religioso?

Dopo aver definito il “terrorismo religioso” è necessario ricostruire il percorso individuale che conduce una persona a identificarsi con esso. Il primo fattore di attrazione è il più facile da spiegare. A tale riguardo, ci aiuta la cronaca: giornali, radio e televisione quotidianamente danno notizie di attentati in Iraq, Israele, Palestina, Pakistan, Afghanistan, Cecenia etc., ma di solito l’attentatore rimane sullo sfondo del tema in una specie di limbo informativo. L’opinione pubblica commenta il fatto, ne misura la portata dell’impatto e l’efferatezza delle modalità, ma sembra che voglia rimuoverne l’autore. Una reazione di difesa; come se la morte potesse bilanciare il dolore da lui disseminato e, perché no, anche esorcizzare la possibilità di poterselo trovare un giorno sulla propria strada. Il “terrorista religioso” è certo una persona, ma soprattutto un “ruolo” – un perno coassiale di un meccanismo complesso che ha bisogno di tale “funzione” per potersi muovere armonicamente. Viene scelto tra coloro che si sentono culturalmente, socialmente o politicamente alienati, che ritengono di non potere in alcun modo influenzare


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