The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

Page 191

Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008 191

assolutamente perché persegue un obiettivo spirituale che, se osservato alla luce dell’elaborazione fondamentalista appare - considerato che nessuno sarà mai in grado di sapere quando Dio sarà sufficientemente soddisfatto ritenendo la situazione nei cieli in equilibrio con quella sulla terra – decisamente insidioso, ancora per molto tempo. A ciò si aggiungono elementi di carattere prettamente operativo consistenti in una strategia basata in una straordinaria flessibilità che, mediante un’ampia attività globale imperniata in gruppi/sottogruppi non strutturati in catene gerarchico-piramidali ma organizzati in network inter/intra connessi, conferisce adattabilità a scenari nuovi, tanto da poter affermare che il suo fronte non è mai localizzato.164 7. Si può sconfiggere il terrorismo religioso?

In La costituzionalizzazione del diritto internazionale ha ancora una possibilità?, Habermas illustra il pericolo di un terrorismo che ottiene un consenso attingendo energie dal fondamentalismo religioso. Il mondo arabo vede in esso una rivalsa alla superiorità militare ed economica del mondo occidentale. L’intellettuale tedesco risalta l’importanza di intervenire sulle ragioni che ne alimentano la diffusione, spiegando, in particolare, come per sottrargli risorse e consenso sarebbe auspicabile agire sulle miserie ed ingiustizie - accentuate dalla globalizzazione - che il terrorismo usa strumentalmente a fini politici per ricavare legittimazione e coesione verso il fondamentalismo religioso, trasformando l’irrigidi-mento religioso nello sfondo motivazionale e valoriale per un’azione di contrasto all’estensione mondiale dei processi di modernizzazione. Questa lettura ha rafforzato la convinzione che il terrorismo religioso, almeno nel futuro prossimo, non sia sconfiggibile. Non solo perché non è contrastabile con i me-

164 Attualmente, ad esempio, l’incubatrice di Al Qaeda sembra essere l’Algeria, ove si sono registrati attentati suicidi il 23.07.2008, il 03.08.2008, il 10.08.2008 ed il 19.08.2008 per complessivi 51 morti e 89 feriti. Le ultime due azioni sono state rivendicate da Al Qaida per il Maghreb Islamico (l’ex Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento). L’escalation di violenza lascia ragionevolmente supporre che il gruppo qaidista si sia abilmente insinuato nelle sempre più accese tensioni etniche che il regime di Algeri ha scatenato in Cabilia, ove il Presidente Abdelatiz Bouteflika, eletto nel 2006, aveva promesso alla minoranza dei cabili ampie riforme che avrebbero conferito loro autonomia amministrativa e culturale (persino l’insegnamento nelle scuole della propria lingua), disattendo completamente l’impegno ed imponendo invece un regime sostanzialmente controllato dai servizi segreti. Il fenomeno algerino è particolarmente avvertito come pericoloso perché pare sia formato da diversi gruppi algerini, marocchini, mauritani e ciadani, negli ultimi tre anni organizzati e riuniti da nuclei provenienti dall’Afghanistan - capeggiati da Abdelmalek Droudkdel (nome di battaglia Abu Mussab Abdel Wadoud) - che hanno modificato le strategie e le tattiche che i gruppi locali avevano adottato nella guerra civile algerina.


Millions discover their favorite reads on issuu every month.

Give your content the digital home it deserves. Get it to any device in seconds.