The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008

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orici posti in essere dai ricercatori. Sulla scia di questi contributi teorici è però ancora necessario lo sviluppo di specifici strumenti di analisi. Se il concetto oggetto di indagine (concetto che una volta operativizzato diventa la variabile fuzzy) viene considerato partendo dal punto di vista degli attori sociali, allora l'operazione compiuta dal ricercatore è l'astrazione dai costrutti mentali di una serie di soggetti quello che secondo noi il ricercatore li accomuna, li contraddistingue come classe, e porta così all'applicazione del termine (ad esempio burocraticità, responsabilità sociale aziendale...) a un concetto con una estensione e una intensione vaghe sia nella loro eventuale determinazione soggettiva - ossia nella mente, a noi direttamente inaccessibile, del singolo soggetto - sia nella loro determinazione intersoggettiva, che esiste solo come astrazione nella mente dell'osservatore-ricercatore. Max Black nel suo saggio filosofico sulla vaghezza, spesso citato come precursore della logica fuzzy (Black 1937), evidenzia la circolarità degli elementi coinvolti in una definizione dei margini intersoggettivi della vaghezza linguistica: un linguaggio coi suoi utilizzatori, una situazione in cui un utilizzatore del linguaggio applichi un simbolo L ad un oggetto x, e la coerenza degli utilizzi di L per indicare x. Il processo interpretativo di questa dinamica deve spezzarne in qualche punto la circolarità; la mia idea è che nel contesto degli studi sociali che intendano avvalersi della insiemistica fuzzy a sostegno di analisi a carattere interpetativistico, o che muovano da un approccio complesso, il circolo può essere spezzato a livello dei singoli attori sociali, indagando in maniera specifica i loro usi linguistici. L' indagine delle attribuzioni termine-concetto e della variabilità dei referenti nel mondo a cui determinati termini - connessi col concetto oggetto della ricerca sociale - vengono applicati da singoli attori sociali può permettere la derivazione di una funzione di appartenenza aggregata, in maniera non dissimile da come in econometria la curva di domanda di mercato è la somma ideale delle curve di domanda individuale. Il fatto che il linguaggio sia perpetuamente innovato dai concreti usi linguistici non elimina la possibilità di studiare il fenomeno in contesti spaziali o temporali determinati. La costruzione di strumenti di questo tipo esula dagli scopi del recente articolo, ma intendo indicare una direzione che non appare percorsa dalla letteratura metodologica o nelle ricerche sul campo e che può essere oggetto di proficui futuri approfondimenti.


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