The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008 256

Le reti viarie, ferroviarie, portuali vengono messe in relazione con le diverse normative e le nuove frontiere dell’imprenditoria. L’attivazione di una strategia di ampio respiro, capace di cambiare davvero l’economia - non solo livornese – non può che scaturire dalla sinergia tra Governo, Regioni ed Enti locali. Su questo terreno il porto di Livorno – si legge in quarta di copertina- deve essere in grado di svolgere pienamente il suo ruolo, finalizzando il grande patrimonio di esperienza accumulato fino ad oggi nella direzione del sostegno non solo dal punto di vista industriale - sua vocazione da sempre -, ma dando anche corpo ad altre iniziative come quella della pesca e delle crociere;ciò implica lo sviluppo del turismo, quello della sicurezza e dell’ambiente con la sperimentazione di energie alternative, le cosiddette bio-risorse. C’è bisogno, inoltre, di logistica efficiente e la logistica ha bisogno di intermodalità,è necessario operare in modo diverso rispetto alla tradizionale divisione del lavoro:l’Europa possiede sicuramente la dimensione e le risorse per candidarsi al ruolo di potenza economica marittima dominante. Livorno ha le caratteristiche per fare da piattaforma logistica, insieme con il porto di Piombino, l’aeroporto di Pisa e l’interporto di Guasticce. Nicolosi affronta anche i problemi legati alla sicurezza sul lavoro, di tragica e stringente attualità, all’ informazione, alle nuove esigenze della moderna economia: Il Giappone, la Cina, l’India e gli Stati Uniti si stanno muovendo con alleanze e accordi per una maggiore integrazione con i paesi vicini;se vuole essere competitiva e fronteggiare tale concorrenza, l’Europa deve attrezzarsi in modo adeguato. Su questi temi l’autore si sofferma specificando le peculiarità dell’ordinamento dell’Unione Europea,nel quadro delle libertà e delle garanzie costituzionali con particolare attenzione all’impegno teso al rispetto dei diritti dell’uomo ed alle iniziative mirate allo sviluppo dei popoli e della pace. In una siffatta trattazione non potevano mancare le riflessioni, proposte, d’altronde, in modo sereno e obiettivo, sugli accesi confronti relativi alle risorse energetiche, alle fonti alternative, al protocollo di Kyoto, al riscaldamento del pianeta; nell’ampio dibattito in corso si sono levate voci di studiosi, specialisti, osservatori di diverso orientamento: l’autore non prende posizione ma analizza le possibilità in un’ottica sociologica, giuridica ed economica secondo i recenti parametri della Comunità Europea offrendo, quindi, vari spunti di riflessione.


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