The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008 258

pratica didattica»168. Come ha affermato durante una tavola rotonda su queste tematiche169,”l’inserimento e l’integrazione della didattica del linguaggio cinematografico e audiovisivo nella scuola in modo trasversale, chiama in causa aspetti che superano la prassi della pura e semplice fruizione dei prodotti.” “Il linguaggio cinematografico e audiovisivo, quindi, è non solo uno strumento utile per affrontare tematiche e problematiche, ma anche, e soprattutto, una forma di pensiero: l’espressione del punto di vista, della <diversità di sguardi>”. Questo è un aspetto sul quale, a suo parere, non si insiste abbastanza e, spesso, si tende a “mettere fra parentesi” anche la differenza fondamentale che c’è tra “vedere” e “guardare”, “sentire” e “ascoltare”. “Pensare per immagini significa assumere punti di vista, fare scelte per comunicare, leggere e produrre”. È fondamentale, quindi, analizzare il linguaggio cinematografico ed audiovisivo nella specificità dei suoi codici e, poiché “si impara facendo”, devono essere messi in pratica, attraverso la sperimentazione, “provando e riprovando” gli elementi essenziali dell’inquadratura, le angolazioni di ripresa, i movimenti di macchina, la peculiare dimensione spazio-temporale, il ritmo dovuto al montaggio, le strategie per narrare, le varie fasi di scrittura della sceneggiatura, la realizzazione di storyboard. Nelle scuole docenti ed esperti opererano in partenariato, con le proprie professionalità specifiche, tenendo conto della diversificazione delle classi o gruppiclasse e delle competenze acquisite dagli studenti in termini di - ricaduta sugli apprendimenti - consolidamento della sperimentazione - modalità di diffusione all’interno della scuola e dell’eventuale rete - verifica delle reazioni degli allievi: a) curiosità, interesse, motivazione b) partecipazione e cooperazione c) acquisizione della consapevolezza della specificità del linguaggio cinematografico e audiovisivo d) fruizione consapevole dei prodotti audiovisivi L’autrice ha fatto parte del Team di Progetto del Piano nazionale per la promozione della didattica del linguaggio cinematografico ed audiovisivo nelle scuole di ogni ordine e grado, in qualità di esperta (per la Regione Toscana). Il Piano che si è svolto nell’arco di tre anni, ha costituito un’esperienza unica per il coinvolgimento interistituzionale, per la diffusione sul territorio nazionale e per le metodologie attivate, tanto da diventare un riferimento significativo anche in ambito europeo. Le potenzialità culturali offerte ai giovani dal cinema e dall’audiovisivo hanno indotto infatti i ministri europei della cultura a lanciare un appello perché questi linguaggi trovino posto nelle scuole e si inseriscano tra gli altri linguaggi con pari dignità espressiva.

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Vita Maria Nicolosi, Sguardo o visione? La scuola e il Cinema per una fruizione consapevole, Calabra Editore, 2002. 169 Aspetti e significati del linguaggio cinematografico ed audiovisivo, Università degli Studi, Grosseto, 27 febbraio 2004.


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