The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008

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gere lo sguardo verso una metodologia nuova che ci consenta di muoverci in maniera molto più agevole nell’impervio cammino da noi intrapreso. 2. La forma del tempo e il tempo della forma «Supponiamo che il nostro concetto dell’arte possa essere esteso a comprendere, oltre alle tante cose belle, poetiche e non utili di questo mondo, tutti in generale i manufatti umani, dagli arnesi da lavoro alle scritture. Accettare questa premessa vuol dire semplicemente far coincidere l’universo delle cose fatte dall’uomo con la storia dell’arte, con la conseguente e immediata necessità di formulare una nuova linea di interpretazione nello studio di queste stesse cose»7. Il suggestivo lavoro di George Kubler comincia con questa affermazione quanto mai originale che pone una serie di quesiti non solo sul modo di osservare un mondo troppe volte frettolosamente etichettato sotto la voce “superfluo”, ma anche sul modo di analizzare l’intera storia dell’uomo. Lo scopo dello storico deve essere quello di dare una lettura organica dei fenomeni, in modo da offrire uno scenario quanto più chiaro possibile delle concatenazioni e dello sviluppo all’interno di un determinato periodo. Lo storico, da parte sua, si muove nell’indefinibile spazio del presente e deve, quindi, evitare nelle sue analisi di inserire elementi che siano deformati dallo spirito del suo tempo. Un’opera d’arte è figlia di un preciso istante, ossia di un gruppo di forze che, in un preciso momento, hanno esercitato sull’autore determinate connessioni simboliche che sono uniche in quanto irripetibili in un altro momento. «Quando era «reale», quello che noi oggi chiamiamo «passato» era tutt’altra cosa per i suoi protagonisti, per gli uomini che lo hanno vissuto. Per essi era il «presente», era il fulcro sul quale si applicava un fascio di forze vive che facevano sorgere dall’incerto avvenire quel presente imprevedibile, in cui tutto era in movimento e in divenire, a becoming, in fieri.»8

L’opera d’arte rappresenta, quindi, oltre che una risorsa per lo spirito di tutti i tempi, una importante fonte storico-sociale che non può essere in alcun modo ritenuta secon-

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G. Kubler, “La forma del tempo”, Einaudi, Torino 1976, p. 7 H.I. Marrou, “La conoscenza storica”, Il Mulino, Bologna 1988, p. 35


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