The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008

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Si possono osservare nell’occupazione di un nuovo posto nella serie due processi intimamente legati allo sviluppo organico della serie stessa: invenzione nel senso stretto del termine e amalgama con ciò che era precedentemente presente. Quasi nessuna invenzione riesce a superare l’intervallo dell’epoca in cui è realizzata, in quanto emanazione diretta di bisogni. La linea di confine che separa l’invenzione utile da quella estetica, a detta di Kubler, è delineata dal fatto che mentre le invenzioni utili hanno una ragion d’essere nell’utilizzo e fruizione immediata, le invenzioni estetiche minano e cambiano molto lentamente il modo di ragionare della gente. L’invenzione è qualcosa di unico in quanto la posizione in una determinata serie è unica. Se due soggetti giungono alle stesse conclusioni o alle stesse invenzioni non lo fanno certamente nelle stesso modo. «La rarità delle invenzioni nel mondo moderno tradisce la paura del cambiamento»13.

Questa affermazione deve far riflettere molto, in quanto in una modernità ormai universalmente riconosciuta fluida, l’accorata ricerca di radici profonde a cui le masse cercano di aggrapparsi non rappresenta assolutamente un qualcosa d’imprevisto o di fantasioso, ma la ricerca di un’identità stabile in una realtà che frana molto spesso sotto i piedi dei soggetti. Ci troviamo in una situazione in cui i cambiamenti e le novità non solo sono viste di cattivo occhio, ma addirittura come possibilità di destabilizzazione di un fittizio equilibrio che si pensa di aver raggiunto. In un certo qual modo la società fluida cerca di stabilizzarsi in forme statiche, ma essendo questo impossibile per la sua stessa natura, si trova davanti ad una contraddizione di fondo che mina a sua volta la sua struttura, portando ad una rivalutazione costante degli elementi essenziali che la costituiscono. I primi ad avvertire questo, svolgendo il ruolo di guardiani, sono gli artisti che in qualche maniera cercano di ricavare delle forme simboliche ordinate per decifrare la caotica realtà in cui vivono. Quanto sin qui detto, rappresenta, tuttavia, solo una parte dei problemi e degli spunti che l’argomento ci suggerisce, per completare la nostra metodologia occorrono ulteriori paletti epistemologici. 13

Ibid., p. 84


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