The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

Page 59

Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008

59

Pare essere molto pertinente, infine, osservare con più attenzione cosa in realtà si cela dietro il concetto stesso di opera d’arte. «Il punto essenziale è che le opere d’arte non sono attrezzi, anche se molti attrezzi possono presentare quelle stesse qualità di un buon disegno che sono proprie di un opera d’arte. Siamo in presenza di un’opera d’arte quando manca la caratteristica prevalentemente strumentale e quando il substrato tecnico-razionale resta elemento di secondo piano. Quando la struttura tecnica di un oggetto o il suo ordine razionale passano in primo piano, abbiamo un oggetto d’uso.»18

Compiuta questa prima distinzione, occorre ora fare un’altra analisi, ossia occorre osservare colui che realizza l’opera: l’artista. «Gli innovatori in storia dell’arte appartengono a due categorie. I primi e i più rari sono i precursori, come Brunelleschi, Masaccio e Donatello; uomini le cui capacità inventive vengono a coincidere, forse non più di una volta in qualche secolo, con un momento propizio, quando i loro sforzi riescono ad aprire nuovi domini alla conoscenza. Al secondo gruppo appartengono i ribelli i quali si staccano dalla tradizione per seguire un cammino proprio, sia alterandone il tono come Caravaggio o ponendone in dubbio l’intera validità come Picasso. […] Il precursore dà forma ad una nuova civiltà, il ribelle segna il limite di una civiltà in via di disintegrazione.»19

L’analisi che ci apprestiamo ad intraprendere vede al centro due figure quali quelle di Kandinskij e Lucio Fontana che rappresentano un po’ la sintesi delle due figure dateci da Kubler. Uno degli aspetti più interessanti del loro lavoro è senz’altro quello di carattere epistemologico in quanto appare molto difficile, per non dire impossibile, stabilire un grado di conoscenza oggettiva. Per quanto sin qui detto possiamo giungere, a tal proposito, ad una prima importante conclusione: l’opera d’arte non può essere considerata come un qualcosa di oggettivo in quanto, benché l’intento dell’autore sia quello di lasciare un messaggio universale, la lettura di tale messaggio subisce il fenomeno sopraccitato dei relè ed essendo questo un processo in qualche maniera inevitabile, appare ad ogni modo impossibile risalire ad una lettura unica. Appare superfluo, poi, affermare che l’artista rappresenta molto più di quello che vuole rappresentare in quanto anch’egli nella fase realizzativa di un’opera è un relè ed

18 19

G. Kubler, “La forma del tempo”, op. cit., p. 24 Ibid., p. 109


Millions discover their favorite reads on issuu every month.

Give your content the digital home it deserves. Get it to any device in seconds.