The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

Page 61

Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008

61

filosofico e scientifico, in particolare quella dell’inconscio ad opera di Freud, e quella della relatività di Einstein, abbiano così radicalmente cambiato il modo degli artisti di percepire il mondo, da indurli a ricercare un nuovo codice con cui comunicare le loro nuove percezioni. Pare molto riduttivo, tuttavia, tenere in considerazione esclusivamente queste variabili che non possiamo considerare, al di là di ogni ragionevole dubbio, come indipendenti. Proviamo ad applicare la metodologia esposta nel paragrafo precedente, cercando di trovare i nessi storico-sociali che hanno portato alla fine di una serie ed all’apertura di una nuova. Si possono identificare quattro fenomeni che accelerano il processo creativo di un nuovo codice simbolico che in arte si realizza tramite quelle che la cultura europea successiva chiamerà opere astratte. Questi fenomeni sono: nascita e sviluppo della fotografia, nascita e sviluppo del feuilleton, nuova divisione del lavoro causata dalla rivoluzione industriale e la prima reazione ossia la comparsa delle secessioni. Ad una prima analisi questi quattro punti possono apparire tra loro molto distaccati ed incoerenti, in realtà come ci apprestiamo a dimostrare questi elementi contribuiscono, ognuno con la sua parte, ad abbattere un determinato modo di guardare la realtà generando una vera e propria nuova visione del mondo. Le prime “eliografie” furono realizzate addirittura nel 1827, dopo, in seguito ad una serie di processi e di sviluppi, giunsero al grande pubblico intorno al 1907 sotto la moderna forma di fotografie. Come scrive Benjamin si ha che: «nel momento in cui Daguerre era riuscito a fissare le immagini nella camera oscura, i pittori erano stati congedati, a questo punto, dal tecnico. Ma la vera vittima della fotografia non fu la pittura di paesaggio, bensì il ritratto miniato. Le cose si sviluppano con tale rapidità che già verso il 1840 moltissimi tra gli innumerevoli pittori di miniature diventano fotografi professionisti, dapprima a tempo perso, poi in modo esclusivo. Le esperienze derivanti dal loro precedente mestiere erano loro d’aiuto […]. Questa generazione di trapasso scomparve molto lentamente, sembrerebbe addirittura che una sorta di biblica benedizione si fosse posata su quei primi fotografi.»21

21

W. Benjamin, “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”, Einaudi, Torino 1966, p. 65


Millions discover their favorite reads on issuu every month.

Give your content the digital home it deserves. Get it to any device in seconds.