The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

Page 63

Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008

63

Il romanzo d’appendice o feuilleton per la prima volta nella storia della letteratura segna il modellamento dello stile e dei temi in base alle necessità ed ai gusti del pubblico. Occorre vendere i giornali dando alla gente ciò che si aspetta, concedendo, di fatto, alla massa di decidere un contenuto culturale. La massa che conta è quella borghese, quindi i contenuti e lo stile saranno necessariamente legati alla borghesia. Non è un caso se Herman Hesse, nel suo grande affresco della modernità che è il “Giuoco delle perle di vetro”24, nella prima parte imputi alla nascita del feuilleton l’inizio della decadenza della cultura europea. Accanto a ciò si colloca una fase storica particolarmente complessa. Il capitalismo comincia a mostrare i suoi lati oscuri, ci sono le prime crisi di sovrapproduzione, la borghesia ormai impera e crea tutto a sua immagine. La prima risposta dell’arte è la nascita dell’impressionismo. «[..] l’impressionismo non aveva in sé alcun elemento plebeo che potesse respingere il borghese; anzi è uno stile aristocratico, elegante e arguto, nervoso e sensibile, sensuale ed epicureo, amante del prezioso e del raro, ispirato da esperienze strettamente personali, dal senso della solitudine e dell’isolamento, da senso e nervi raffinatissimi.»25

Insomma nasce una corrente artistica che sembra calzare a pennello sulla società dell’epoca. Sin qui nulla di sconvolgente, in fondo si è seguito di pari passo l’itinerario canonico della storia delle cose che porta dalla creazione di bisogni alla risposta con l’oggetto primo, sennonché giunge come conclusione di un lungo processo un qualcosa del tutto inaspettato: la seconda rivoluzione industriale. Le implicazioni di carattere sociale sono molto rilevanti. Innanzi tutto il centro del mondo torna ad essere la città che non è più la polis, ma il centro degli affari, degli incontri e della cultura. «Se la forma originaria della città era stata il risultato di una fusione tra economia paleolitica e neolitica, quella delle metropoli sembra nata da due forme che avevano assunto rapidamente forme istituzionali dopo il seicento: un’economia della produzione (industriale) che utilizzava energie su scala precedentemente indispensabile ed una economia dei consumi (com-

24 25

H. Hesse, “Il giuoco delle perle di vetro”, Mondadori Oscar Narrativa, Milano 1984 A. Hauser, “Storia sociale dell’arte” vol. IV, Einaudi, Torino 1955, p. 171


Millions discover their favorite reads on issuu every month.

Give your content the digital home it deserves. Get it to any device in seconds.