The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008

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Nella sua analisi Simmel mette subito in chiaro una differenziazione presente nella società di massa. Ci sono coloro che ne fanno parte credendosene staccati ma perfettamente integrati e coloro che si pongono ai margini di essa. La differenza essenziale sta, di fatto, nel grado di cultura presente nei soggetti. Mentre i primi sono di fatto blasè, i secondi cercano di costruirsi un nuovo angolo in cui potersi distinguere tra la massa. Le metropoli, tuttavia, oltre ad essere la sede delle nuove società di massa, sono anche dei luoghi in cui si incontrano e scontrano culture differenti divenendo di fatto dei centri cosmopoliti. Gli intellettuali si trovano in una posizione alquanto scomoda. Innanzitutto scompare l’intellettuale universale e fa la sua apparizione prepotentemente l’intellettuale molto legato agli aspetti specialistici della cultura. Ci si trova in una fase - si definisce sempre in questa maniera ciò che non si afferra - in cui l’intellettuale non ha un ben determinato ruolo sociale. Occorre in qualche maniera trovare una soluzione non solo per riguadagnare il terreno perduto rispetto alla società di massa, ma anche per guadagnare ciò di cui vivere. Gli scrittori che non possono più vivere di rendita vengono assunti e diventano dei veri e propri funzionari; i musicisti si aggregano all’interno dei teatri anche perché in questo periodo si sviluppa ulteriormente l’industria culturale. E l’artista? L’artista ha davanti a sé una duplice possibilità di scelta: adeguarsi o rompere con la sua contemporaneità. «Contro tutto ciò insorsero negli anni novanta [dell’ottocento] le secessioni […] loro obiettivo era quello di elevare la qualità delle mostre collegandosi all’arte francese dell’impressionismo, di promuovere scambi internazionali e di limitare a tre i quadri esposti da ogni artista.»31

Erano nate dunque le prime reazioni ad un ambiente che diveniva sempre più ostile ad un determinato modo di concepire il mondo. La reazione era stata di una violenza inaudita al punto da giungere ad una vera e propria rottura. Tale fenomeno non deve essere per nulla considerato di secondo piano, poiché scindere vuol dire isolarsi, ed isolarsi ha come conseguenza quella di essere considerati degli emarginati, una sorta di outsider del sistema e questo comporta inevitabilmente

31

Wolf-Dieter Dube, “Espressionismo”, Rusconi editore, Milano 1990, p. 8


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