The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008

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Occorre, secondo Boccioni, eliminare l’ossessione del passato e il formalismo accademico disprezzando qualsivoglia tipo di imitazione, esaltare l’originalità, considerare i critici come inutili e dannosi ed infine celebrare la modernità. Il disegno pittorico pare, quindi, in stretta contiguità con quello letterario di Marinetti. Abbiamo la nascita e lo sviluppo di una nuova formazione artistica che si pone in una posizione di completa differenziazione rispetto alle secessioni che hanno origine in Germania. Intanto nel 1907, nel suo studio, Picasso aveva composto la prima opera cubista “Les demoiselles d’Avignon” dando vita ad un nuovo movimento artistico, “il cubismo”. Perché porre il cubismo nell’ordine della serie dopo il futurismo e le altre esperienze artistiche sopraccitate? Perché nella serie la sua funzionalità è successiva. Pur essendo cronologicamente precedente, questo movimento raggiungerà la sua specificità più tardi. «Il cubismo si differenzia dall’antica pittura perché non è arte di imitazione, ma di pensiero, che tende a elevarsi fino alla creazione. Nel rappresentare la realtà – concepita o la realtà – creata, il pittore non può dare l’apparenza delle tre dimensioni, può in certo qual modo, cubicizzare. Egli non potrebbe farlo, rendendo semplicemente la realtà vista [..]. il cubismo scientifico è una di queste tendenze pure. È l’arte di dipingere delle composizioni nuove con elementi presi non dalla realtà di visione, ma dalla realtà di conoscenza [ in contrapposizione a quello fisico che mescola elementi tratti dalla visione]38. […] il cubismo orfico è l’altra grande tendenza della pittura moderna. È l’arte di dipingere composizioni nuove con elementi attinti non dalla realtà visiva, ma interamente creati dall’artista e da lui dotati d’una realtà possente […].»39 [l’ultimo tipo di cubismo analizzato è quello istintivo che è molto simile a quello orfico.]40

Perciò qualunque sia il rapporto tra uomo e natura nelle forme della conoscenza, della percezione e della interpretazione, il cubismo si pone come “rimescolatore”. Appare assumere una nuova centralità il rapporto tra uomo e natura. Come scriverà più tardi Paul Klee in un suo saggio: «il dialogo con la natura resta, per l’artista, conditio sine qua non. L’artista è l’uomo, lui stesso è natura, un frammento di natura nel dominio della natura. Mutano solo, a seconda della posizione dell’uomo in rapporto al suo raggio di azione entro tale dominio, il numero e il tipo delle vie da percorrere, tanto nella produzione artistica quanto nello studio, a quella connesso, della natura. Spesso le vie sembrano nuovissime, senza forse esserlo in sostanza»41 38

Aggiunta mia G. Apollinaire, “I pittori cubisti meditazioni estetiche”, Abscondita editore, Milano 2003 40 Aggiunta mia 41 P. Klee, “Confessione creatrice e altri scritti”, Abscondita editore, Milano 2004, p. 25 39


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