The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008

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avanti da uomini appartenenti a sezioni superiori che si sacrificano per tutti, non sanno nulla di questa spinta in avanti, che hanno sempre osservato da molto lontano.»44

Questa la descrizione minuziosa che Kandinskij fa della nuova massa. In essa il maestro russo non mette dentro solo la gente che nasce dal processo industriale, ma anche quegli intellettuali che si ergono a profeti di nulla. Insomma, quelli che qualcuno, in altro contesto, definisce i “profeti disarmati”. In realtà questo quadro ci dà una vaga idea di quello che significhi nella nuova dimensione l’uomo qualunque, che comprende oltre agli uomini di arte, anche quelli di scienza. Kandinskij non vuole essere l’uomo qualunque, vuole ergersi da questa condizione. Ecco, quindi, il richiamo alla nuova spiritualità ed ecco la serie. Occorre, nella sua analisi, guardare verso se stessi mettendo in primo piano l’interiorità. Per fare ciò è necessario staccarsi dalle forme naturali avviandosi verso quelle forme che sono state già raggiunte da altre discipline quali la musica. È indispensabile creare un lessico, formare una grammatica nuova che riesca ad esprimere al meglio l’interiorità. Il primo strumento che è in mano all’artista è il colore. Egli osserva come il colore abbia al suo interno una duplice natura: una propriamente fisica legata alla bellezza ed un’altra legata all’effetto psichico che produce lo stesso. La forza psichica ha una importanza centrale in quanto contribuisce a far vibrare l’anima «Il colore è un mezzo che consente di esercitare un influsso diretto sull’anima, il colore è il tasto, l’occhio, il martelletto, l’anima è il pianoforte dalle molte corde. L’artista è la mano che, toccando quest’o quel tasto, mette opportunamente in vibrazione l’anima umana. È chiaro pertanto che l’armonia dei colori deve fondarsi solo sul principio della stimolazione dell’anima umana. Questa base deve essere designata come il principio della necessità interiore.»45

L’altro mezzo a disposizione dell’artista è quello della forma, la sola cosa che può esistere isolatamente. La rappresentazione astratta che ognuno di noi si crea di un colore ha un’altra caratteristica oltre a quelle citate, esso ha in sé un suono puramente fisico, interiore. Anche la forma ha un suo suono interiore e dal connubio tra forma e colore nasce l’opera. I 44 45

Ibid. pp. 79-80 Ibid. p. 96


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