The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008

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impressioni se date dalla natura esteriore;

improvvisazioni se date da un moto interiore dettato dalla natura esteriore;

composizioni se date da un moto interiore improvviso ma costruiti in maniera

lenta e meditata. Il maestro russo conclude ritenendo che, a suo avviso, ci stiamo spingendo verso una fase in cui la costruzione ricoprirà un ruolo di primissimo piano in quanto si sta avvicinando il grande regno dello spirito. Termina qui questo primo importante lavoro organico di Kandinskij. Abbiamo, quindi, l’esposizione di quelli che sono gli elementi essenziali della nuova arte. Ci spingiamo prepotentemente verso le colonne d’Ercole. Vengono di fatto esposti i limiti compositivo-epistemologici che compongono un’opera da sempre. Quello che sorprende e che salta immediatamente all’occhio del lettore è il tono dell’opera che è in sé molto singolare, quasi profetico. Kandinskij si ritiene il vate della nuova arte verso la quale profetizza uno sviluppo non solo organico, ma tendente verso un nuovo orizzonte che non comprende solo il mondo della pittura, ma l’arte monumentale. Si lavora per la grande sintesi delle arti. Ma che cosa è in realtà questa arte astratta che crea tanto clamore? In realtà questo non è chiaro sino in fondo, in un articolo datato 1931 Kandinskij ad un certo punto scrive: «Col tempo sarà dimostrato sicuramente che l’arte “astratta” non esclude il legame con la natura ma che, al contrario, questo legame è più grande e più intimo di quanto non sia stato negli ultimi tempi.»49

In un altro articolo Kandinskij definisce la sua arte non più come astratta, ma concreta, in quanto il suono interiore è un qualcosa che coinvolge tutti i sensi. A questo punto subentra una elementare domanda: come può essere l’arte astratta concreta? Il problema risiede tutto nella nozione di astrazione. Tutte le informazioni sin qui raccolte paiono poco rigorose dal punto di vista logico, occorre pertanto, ripensare l’intera questione. Se in termini assoluti il senso comune compie le seguenti uguaglianze: oggettivo = figurativo, non oggettivo = astratto, in termini logici questo non appare affatto esatto. 49

V. Kandinskij, “Tutte le opere” (Riflessioni sull’arte astratta) Vol. I, Feltrinelli,

Milano 1973, p. 177


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