The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008

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dei giovani artisti che risponderebbero con un nuovo codice al loro senso di inadeguatezza. Ciò oggi avviene sempre più raramente poiché, come ci dice Kubler, la creazione di oggetti primi nella nostra società è sempre minore a causa del timore verso il nuovo, tuttavia, non possiamo escludere che ciò accadrà a breve. La strada tracciata da Kandinskij condurrà da lì a poco alla creazione dei movimenti che si specializzeranno via via sempre in elaborazioni simboliche più complesse. I primi successori sono coloro che fondano De Stijl nel 1917 con due formidabili capitani, Piet Mondrian e Von Doesburg. Le loro ricerche saranno orientate a scoprire le qualità eidetiche della realtà, i nessi matematici presenti nei fenomeni. Coloro che seguono le orme di Kandinskij paradossalmente confermano maggiormente la tesi esposta sull’astratto, segnando un netto avvicinamento alla realtà esterna a loro vicina. Le speranze di Kandinskij erano state disattese? Probabilmente lui ci avrebbe risposto affermando che il principio della necessità interiore ha deciso questo. Si apre una serie assolutamente nuova che ha al suo interno elementi che sono in assoluta contraddizione tra loro. Lo sviluppo della serie è quanto di più frastagliato ci possa essere. Oltre a De Stijl si aprono una serie di gruppi e di correnti che sono assolutamente incalcolabili ed ognuno di essi ha delle peculiarità. L’astratto che era nato in contrapposizione al codice simbolico esistente e che aveva formato critica e pubblico viene prepotentemente fagocitato dal capitalismo che toglie all’arte la sua anima più genuina. A prescindere dagli sviluppi, possiamo, tuttavia, affermare che questa nuova espressione artistica ha un merito fondamentale: ci dà un nuovo modo di guardare il mondo. Restano, però, nel campo della teorizzazioni molti “buchi neri” che saranno approfonditamente analizzati da colui che chiude questa serie: Lucio Fontana. «Un’analisi aderente della poetica di Fontana è quanto mai complessa e rischiosa, proprio per quell’immediata apparenza di facilità, che trae subito in inganno, magari con il risultato di sentirsi appagati d’una etichetta di gioco e d’esterna e quasi clownistica abilità. Ma, al contrario, quell’impressione iniziale di gioco e gratuità abile, e non profonda, ed infine umanamente non pertinente, eccola subito caricarsi invece di una complessa significazione, ove s’avverte la presenza di una sottile ironia, non puntualizzata in oggetti, ma come riportata alla sua iniziale sorgente, come sostanziale componente della umana vicenda, della proposizione stessa dei suoi rapporti sociali (in questo senso è importante che Fontana sia stato proprio scoperto


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