The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008

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dagli architetti). E quell’apparente gioco diviene allora immediata allusione ad una potenzialità creativa umana.»50

È molto difficile distinguere il Fontana uomo da quello artista, poiché, come aveva già intuito sul finire degli anni trenta Edoardo Persico, l’obiettivo di Fontana era quello della “vita nell’arte”.51 Ci troviamo dinanzi ad una figura maestosa, non ancora compresa a pieno, consacrata dal mercato, che ha vissuto la sua epoca sospeso tra due realtà molto differenti, quali quella italiana e quella sudamericana. Un artista dei due mondi, quindi, che è riuscito nell’ardua impresa di colonizzare in maniera molto violenta l’estremo elemento della percezione umana: lo spazio. La sua ricerca che segue, come vedremo, un rigoroso intreccio logico, non si ferma ad una ricerca dello spazio inteso come elemento fisico, ma come elaborazione reale dello spazio di vita. La sua riflessione non è costruita su intricati manuali o su vorticose ricette di stile, ma si basa sull’opera d’arte che è un condensato importante di significati. Utilizzando il metodo della storia delle cose, partiamo dalla elaborazione del primo documento in cui compare la ricerca del nuovo spazio. Questo documento a tutti noto come il “Manifesto Blanco”, datato 1946, è solo ispirato da Fontana che non lo firma, benché si possa essere certi che il suo pensiero fosse impresso in maniera molto forte nel contenuto di tale opera: «Le trasformazioni dei mezzi materiali di vita determinano gli stati psichici dell’uomo attraverso la storia. Si trasforma il sistema che dirige la civiltà dalle sue origini. Il suo posto viene occupato progressivamente dal sistema opposto nella sua essenza e in tutte le sue forme. Si trasformeranno tutte le condizioni di vita della società e di ogni individuo. Ogni uomo vivrà in base ad una organizzazione integrale del lavoro. Le scoperte smisurate della scienza gravitano su questa nuova organizzazione di vita. Il ritrovamento di nuove forze fisiche, il dominio sulla materia e lo spazio impongono gradualmente all’uomo condizioni che non sono mai esistite in tutto il corso della storia. L’applicazione di queste scoperte in tutte le forme della vita produce una modificazione della natura dell’uomo. L’uomo prende una struttura psichica differente. Viviamo l’era della macchina. Il cartone dipinto e il gesso eretto non hanno più ragion d’essere.»52

50

E. Crispolti, “Carriera “barocca” di Fontana Taccuino critico 1959-2004 e Carteggio 1958-1967”, Skira , Ginevra-Milano 2004, pp. 23-24 51 Ibid. p. 82 52 L. Fontana, “Manifesto bianco” in Tornabuoni Arte 2005 “Lucio Fontana”, Tornabuoni, Firenze 2005, p. 23


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