The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008

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senza possibilità di svilupparsi nel futuro.[...] Abbandoniamo la pratica delle forme d’arte conosciuta abbordiamo lo sviluppo di un’arte basata sulla unità del tempo e dello spazio. […] La materia, il colore e il suono in movimento sono i fenomeni lo sviluppo simultaneo dei quali integra la nuova arte.»55

L’obiettivo di questi artisti si sposta verso il principio generatore dell’essere: la materia. Una materia, non più vista nella sua staticità, ma nella sua dinamica generatrice. Ecco quindi spuntare l’esigenza di fare riferimento alla unità spazio-temporale. Per la prima volta, dunque, si vanno a rappresentare quelli che sono da sempre stati considerate i due elementi fondamentali delle strutture del pensiero: lo spazio ed il tempo: «Concepiamo la sintesi come una somma di elementi fisici: colore, suono, movimento, tempo, spazio, la quale integri una unità fisico-psichica. Colore, l’elemento dello spazio, suono, l’elemento del tempo, il movimento che si sviluppa nel tempo e nello spazio, sono le forme fondamentali dell’arte nuova, che contiene le quattro dimensioni dell’esistenza. Tempo e spazio. La nuova arte richiese la funzione di tutte le energie dell’uomo, nella creazione e nell’interpretazione. L’essere si manifesta integralmente, con la pienezza della sua vitalità.»56

Si conclude così il tanto celebrato “Manifesto blanco”. Gli elementi che, senza alcuna ombra di dubbio, appaiono più interessanti sono tre: una rivendicazione di alcuni elementi cari al futurismo, la centralità della materia nell’ottica spazio-temporale ed un richiamo al primitivismo. In particolare per quanto concerne il primo punto vi è, ad esempio, una considerazione del nuovo mondo tecnologico dominato dalla macchina, non più nel senso dell’esaltazione, ma come un prodotto storico con il quale l’uomo moderno si trova a convivere suo malgrado. Molto interessanti sono le omissioni, manca, infatti, un riferimento sul come si vogliano utilizzare i nuovi elementi. Questa analisi ci verrà data dopo alcuni anni da Lucio Fontana nel famoso “Manifesto tecnico dello spazialismo”, in occasione del I congresso internazionale delle Proporzioni alla IX Triennale di Milano nel 1951. Nella prima parte di questo importante documento vi è una sintesi del “Manifesto blanco”, mentre nella seconda vi è l’esposizione degli elementi tecnici che costruiscono l’opera spazialista: 55 56

Ibid., p. 25 Ibid., p. 27


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