The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008

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possono trovare un pieno significato, gli spazi entro cui l’uomo e l’universo si muovono relativi e assoluti, finiti e illimitati, con un tempo che scorre come pura concezione dell’intelletto e precisa sensazione del corpo, gli spazi lanciati in una vicenda senza soste tra una geometricità euclidea ferma e perplessa e una geometricità in continuo movimento di forme e colori. Questa urgenza colloca nel passato l’arte precedente come fine e come mezzo, ferma restando la convinzione della sua validità.»63

Viene creato un ambiente fisico all’interno del quale si colloca l’opera. Tale ambiente non è un contenitore, ma l’opera stessa. Al suo interno, sotto la luce nera di Wood, sono collocati oggetti geometrici che possono solo essere intuiti e dei quali non si afferrano a pieno le forme. Si rivoluziona completamente il modo di approccio tra pubblico e opera. Il pubblico non osserva più passivamente l’opera, ma collabora alla sua costruzione. Come confiderà Fontana a Crispolti: «L’ambiente spaziale è stato il primo tentativo di liberarsi da una forma plastica statica, l’ambiente era completamente nero, con luce nera di Wood, entravi trovandoti completamente con te stesso, ogni spettatore reagiva con il suo stato d’animo del momento, precisamente, non influenzavi l’uomo con oggetti, o forme impostegli come merce in vendita, l’uomo era con sé stesso, colla sua coscienza, colla sua ignoranza, colla sua materia, ecc. ecc. L’importante era non fare la solita mostra di quadri e sculture, ed entrare nella polemica spaziale – subito dopo feci i ‘buchi’ la rottura di una dimensione! Il moto, ect, ect.»64

Insomma, come testimonia lo stesso Fontana, la sua creazione ribalta completamente il concetto di arte da sempre considerato. Per la prima volta non solo l’artista consente allo spettatore di entrare fisicamente all’interno della sua opera, ma a sua volta entra nello spettatore che contribuisce alla creazione dell’opera. Si stabilisce un anello di retroazione importante tra le interiorità dell’artista e dello spettatore che cooperano alla costruzione del significato dell’opera. L’opera di Lucio Fontana è sterminata, basti pensare che da qui a poco collaborerà con architetti per la creazione di ambienti reali con la prospettiva spaziale, realizzerà importanti concetti spaziali, con i neon in particolare sullo scalone d’onore in occasione della Triennale di Milano, da dove tra l’altro pubblicherà il manifesto tecnico. Sostanzialmente possiamo individuare tre ordini significativi nell’opera di Fontana che operano in maniera selettiva. Abbiamo infatti tre grandi messaggi lasciati dal maestro italiano: due sono strettamente legati all’ambito artistico, mentre uno parla 63 64

Ibid., pp. 124-125 L. Fontana, “Lettere 1919-1968”, Skira, Milano 1999, p. 167


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