The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008

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Il contributo di Fontana, da instancabile (involontario?) grande teorico - pratico dell’arte, non si esaurisce qui. Appare avere una enorme centralità in ciò, un periodo molto particolare della sua produzione, quella nota come i teatrini. I teatrini sono delle opere estremamente complesse, da molti sottovalutate, che hanno in sé un elemento molto originale. Eravamo rimasti con Kandinskij che cercava la grande sintesi delle arti e troviamo Fontana che gli risponde in maniera molto chiara dicendo che non è assolutamente necessario trovare la sintesi tra le varie arti, ma che occorre semplicemente trovare il contenuto. La forma, la maniera comunicativa è un qualcosa di assolutamente secondario. L’unica grande sintesi che può realizzarsi è quella della unità tra forma e contenuto. Si supera con un solo balzo il tema della sintesi mettendo ancora una volta in primo piano il contenuto dell’uomo moderno. Essendo per Fontana fondamentale l’arte nella vita, al punto da voler realizzare, come detto in precedenza, “la vita nell’arte”, il suo messaggio più importante non può non riguardare l’uomo moderno. Se si considera la tela violata come la superficie dell’esistenza dell’uomo tecnologico si riconosce come, oltre questa superficie, si nasconda il buio. In fin dei conti sin dalla realizzazione dell’ambiente nero questo rapporto tra la superficialità e l’interiorità appare estremamente chiaro. Nell’ambiente nero l’uomo si trova solo con se stesso, ed è costretto a guardarsi dentro per cercare di uscire da tutte le convenzioni e le strutture che narcotizzano la sua essenza. Il monito rivolto ai suoi contemporanei appare molto chiaro: non bisogna fossilizzarsi mai sugli aspetti superficiali dell’esistenza, altrimenti la pena sarà la solitudine e l’implosione nel vuoto. Ma Fontana, come si pone nei confronti dell’arte? In una lunga, rapportata alle altre, lettera a Edelstein scrive: «la nostra giorno per giorno è la lotta della nostra spiritualità con la vita reale, il dubbio è la nostra posizione di fronte all’umanità, umanità che si avvicina ogni giorno [all’] abisso per ideali che gli uomini non raggiungeranno mai […]. L’arte è un’altra menzogna messa a disposizione di tutti i partiti e i credi religiosi, l’arte non evolve [eleva], perché se ciò fosse vero basterebbe l’arte dei greci o il rinascimento perché gli uomini fossero giunti ad essere perfetti; la verità è che l’arte è servita e serve per la propaganda di ciascun ideale, vedi gli archi di trionfo, monumenti a generali e eroi, epopee di battaglie, di dei, propaganda che realizzata dagli artisti ci viene oggi presentata come opera d’arte, le intenzioni di colui che l’ha commissionata non sono state quelle, però se ciascun artista si lascerà trasportare dalla bellezza di un’arte solamente astratta e ideale si arriverebbe a fare molto bene all’umanità. Io non credo a ciò che lei dice che l’arte non segue il popolo e viceversa, va bene, la gente ha un’altra sensibilità, cerca un arte di altra emozione, la gente vuole emozionarsi in arte come in una corrida


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