The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008

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o in una corsa, noi altri dobbiamo coinvolgerla con nuove esperienze, con nuove emozioni […] nulla è servito per umanizzarci, gli uomini desiderano vivere la loro vita e la vivono oggi come uomini, come i primitivi di Altamira, noi altri apparteniamo a questi esseri con un compito uguale agli altri, le nostre opere emozionano, interessano a pochi e non possiamo pretendere di più, non si può accontentare tutta l’umanità, questa è la grande menzogna, l’arte per l’umanità.»65

Come si può evincere da questo stralcio, Fontana non crea per l’Umanità, intesa come la progressione storica della società, ma per la sua stretta contemporaneità. Egli lascia un messaggio che non parla all’uomo ma direttamente alla sua interiorità. Fontana non si ritiene il vate di una nuova espressione artistica, si ritiene semplicemente un uomo che comunica quello che sente. Il suo essere astratto deriva dalla quarta componente della sua opera. Egli, infatti, oltre a comunicare le cose suddette nelle sue opere inserisce un elemento importante di carattere prettamente ontologico. Per la prima volta si dà una forma concreta ad un concetto complesso quale è quello dello spazio-tempo inteso in tutte le sue dimensioni. La quarta dimensione che sino ad allora non era mai stata espressa in alcun modo trova addirittura una sua forma che, per quanto complessa, e se vogliamo anche inesistente, rende tutta la magnificenza interpretativa del nostro grande artista. Si sono finalmente varcate le colonne d’Ercole del pensiero umano. Si è dato forma ad un qualcosa che è del tutto estraneo alla percezione umana. Con il taglio si recide definitivamente il cordone ombelicale che vuole l’uomo ancorato alla natura per la creazione di elementi comunicativi. L’importanza di questo artista è basilare per lo sviluppo di tutta la storia dell’arte a venire. Con lui si conclude l’importante serie che aveva avuto inizio con Kandinskij, ma al tempo stesso si dà vita ad una nuova serie che deve essere ancora riempita. Fontana rappresenta nella nostra storia delle cose un evento eccezionale, un precursore che con la sua ricerca ha dato vita ad un qualcosa di talmente avanzato che non ha ancora raggiunto a pieno la maturazione. Il pubblico nell’evoluzione di questa serie si è trovato dinanzi ad un evento davvero straordinario. Se in prima istanza era relegato ai margini della comprensione, con il passare del tempo è divenuto addirittura coautore dell’opera d’arte. Il pubblico stesso è un’opera d’arte.

65

L. Fontana , “Lettere 1919-1968”, op. cit., p. 108


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