The Lab's Quarterly, 2008, n. 1

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Il Trimestrale. The Lab's Quarterly, 1, 2008

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empiriche un approccio fluido, nel quale i punteggi di appartenenza assegnati non lo siano una volta per tutte ma possano essere eventualmente ripensati alla luce di quanto emerso nel corso della ricerca. Col metodo tracciato da Ragin il ricercatore ha una grande libertà nella determinazione dei valori di appartenenza. Una volta esplicitato il concetto che dev'essere fuzzificato, il ricercatore sceglie il tipo di insieme fuzzy più adeguato, sceglie la variabile (o le variabili, nel caso di concetto multidimensionale) in riferimento alle quali verrà determinata l'appartenenza all'insieme, sceglie quale livello di appartenenza corrisponde a quale livello della variabile di partenza. Da una parte quindi una serie di operazioni che espongono il fianco a eventuali accuse di soggettivismo; dall'altra però l'esplicitazione e la formalizzazione di passaggi operativi posti in essere in forma più implicita anche in ricerche quantitativa di tipo tradizionale, nelle quali è la mera apparenza numerica del dato finale a dare parvenza di "oggettività", mentre restano nascoste le decisioni del soggetto ricercatore. Credo che sia effettivamente indispensabile permettere il vaglio pubblico, esporre all'eventuale attenzione degli altri ricercatori quegli elementi del procedimento di operativizzazione, poiché è proprio nel renderli accessibili ad altri soggetti che sta la migliore garanzia del rispetto del rapporto sostanziale tra teoria di partenza e fatti sociali nella costruzione di qualsiasi strumento sociometrico. In un recente articolo che delinea gli standard di costruzione di una ricerca basata sulla procedura comparativa fuzzy ideata da Ragin, gli autori (Wagemann e Schneider, 2007; pp.22-23) in merito alla determinazione delle funzioni di appartenenza si limitano ad indicare che le procedure di posizionamento dei punti di ancoraggio (appartenenza a 0 0,5 e 1) e di definizione delle regole con cui si assegna l'appartenenza dei casi agli insiemi devono essere trasparenti ed espliciti, basati sulle informazioni empiriche e teoriche, e deve esserne sempre tenuta presente la natura interpretativa, aperta a revisione. Tutto questo a mio avviso non è però sufficiente. Le indicazioni di Ragin e di Wagemann e Schneider sono sicuramente accortezze metodologiche necessarie, ma il loro rispetto garantisce la verificabilità a posteriori della corrispondenza teoria-fatti e dell'adeguatezza dello strumento di ricerca; non è di grande aiuto a chi voglia concretamente costruire uno strumento di analisi sociale basato sugli insiemi fuzzy, per quanto


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